Tre punti e qualche passo avanti

Tre punti e qualche passo avanti

Sembrava l'ennesima serataccia. Ogni romanista, dopo il rigore trasformato da Kucka, ha temuto il peggio. La quarta sconfitta consecutiva, il sorpasso in classifica di Napoli e Milan e il probabile esonero di Fonseca. Fortunatamente non è andata così.
Non è stata una bella Roma, questo va detto, ma almeno sul prato dell'Olimpico si è rivista una squadra volenterosa, in grado di restare 90 minuti dentro la partita. I problemi rimangono, la Roma post-covid è sempre andata in svantaggio, ma almeno stavolta è riuscita a recuperare e ribaltare la partita. E, se è vero che nel calcio ciò che conta è vincere, ci prendiamo i tre punti sperando che siano un nuovo punto di partenza per questo finale di stagione.
La parola d'ordine, in questo momento, non può che essere continuità. L'ha data Fonseca, schierando di nuovo una difesa a 3 che, ora come ora, sembra dare maggiori garanzie all'equilibrio della squadra. Certo, non ci è sembrata azzeccatissima la scelta di mettere Cristante a duellare con il vichingo Cornelius, ma il possibile rientro di Smalling contro il Brescia e la crescita costante del ragazzino Ibanez fanno ben sperare. Ciò che non ci sorprende più, invece, sono le prestazioni di due ragazzi che stanno trascinando la squadra fuori dal tunnel in cui era finita. Veretout e Mkhitaryan sono ormai imprescindibili per la Roma, il francese è in grado di reggere il centrocampo da solo e non sembra risentire minimamente di queste famigerate partite ogni tre giorni. L'armeno, dal canto suo, alza nettamente il livello tecnico della squadra e ha una conoscenza del calcio e un'intelligenza tattica tali che lo portano a fare sempre la scelta giusta. Aggiungiamoci gli 8 gol in 18 partite (media da centravanti) e ci rendiamo conto di quanto sia diventato importante nello schieramento di Fonseca.
Finalmente, quei giocatori che una settimana fa risultavano apatici, ieri si sono lasciati trascinare da chi ne aveva più di loro. Non può dunque essere un caso la contemporanea crescita di Diawara e Spinazzola e il fatto che, per la prima volta dopo tanto tempo, la prestazione della Roma non sia dipesa da quella del cigno di Sarajevo. Dzeko ieri è sembrato stanco e avere una squadra che riesca ad andare avanti senza di lui per una partita è un traguardo importante in un periodo convulso come questo.
Infine, perdoniamo allo sbarbato Villar i due gol sbagliati. Ha solo vent'anni e deve crescere, ma non gli venga in mente di tirare addosso al portiere in circostanze diverse da quella ieri, magari con la roma sotto o in parità. Ci è piaciuto, però, il suo dispiacere e la sua consapevolezza di aver sbagliato, segni di maturità non così scontata.
Continuità, dunque. Speriamo di averla già sabato a Brescia, per vincere una partita fondamentale per rimanere attaccati al treno Europa League, magra consolazione diventata essenziale in una stagione come questa.

Articolo a cura di: Valerio Albertini.

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