Torna a parlare Daniele De Rossi

Torna a parlare Daniele De Rossi

Si esprime liberamente l'ex capitano giallorosso Daniele De Rossi ai microfoni di ESPN, prima le parole sull'avventura al Boca Juniors, indimenticabile la definisce, un'esperienza formativa nonostante l'età che lo ha portato a togliersi le ultime soddisfazioni prima di dare l'addio al calcio e dedicarsi alla carriera di allenatore.
Cita anche un problema fisico mai sistemato per poter essere sempre in campo: "Ho un problema al gemello di cui non mi sono mai preso cura perché volevo essere in campo nelle partite importanti“.
"Ho dovuto fare una scelta" dichiara, "per me la famiglia è tutto". Questo è il motivo dell'addio all'Argentina, era il momento di dedicarsi alla famiglia, ormai Capitan futuro è cresciuto, e non può più pensare soltanto al calcio.

Poi si comincia a parlare di futuro di nuovo. De Rossi vuole restare in Europa: "Ma se dovessi attraversare l’oceano sarebbe solo per il Boca, p

ensavo fosse molto più indietro", il calcio argentino, "sia tatticamente che tecnicamente, ma anche i campi, gli stadi. E invece ho trovato un calcio dignitoso. In Italia abbiamo stadi che cadono a pezzi e squadre che non si possono vedere per quanto giocano male.".


Tuttavia ha ancora molta strada da fare e lui stesso, con i piedi per terra, afferma che non è il momento di parlare della sua carriera di allenatore, prima deve studiare, e lo sta facendo con grande impegno, anche in modalità telematica, nonostante la Pandemia abbia significativamente allungato i tempi.

Grande umiltà e discrezione nelle parole sugli allenatori, ma non omette i ringraziamenti a Luis Enrique, che lo ha fatto innamorare del campo.

"Lui mi ha insegnato a gestire il gruppo, rispettare l’allenatore e i compagni. E a gestire la palla in campo, anche se avevo già 30 o 29 anni. Poi ho passato anni bellissimi con Spalletti o Conte che sono fenomeni in panchina."

Incredulo quando giunse la notizia della scomparsa di Maradona De Rossi pensava che fosse una trovata dei giornali, ma purtroppo, "Chi lo conosceva, i suoi amici, chi condivideva le cose con lui, è rimasto molto più ferito di noi"

Poi conclude con Carlos Bianchi:
"L’idea che hanno a Roma di Carlos Bianchi non è la stessa cosa degli argentini. Ha avuto problemi con Totti e alla Roma è una cosa che pesa. È un Dio per noi. È come Riquelme o Maradona in Argentina. Al di là dei risultati, per Bianchi è il rapporto con Totti che ha pesato. Ma io ho grande rispetto per lui."

A cura di: Francesco Grani


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