Roma-Juventus nemmeno è tutto nero

Roma-Juventus nemmeno è tutto nero

Nella gara dell'Olimpico tra Roma e Juventus emergono sì dei lati negativi che probabilmente si conoscevano già, ma altresì anche delle positive sorprese.

Nessuno si sarebbe aspettato una prestazione di tale livello, per 70 minuti la Roma si dimostra una squadra molto valida, capace di mettere in seria difficoltà la Juve , non sfigurando affatto difronte ad un colosso del campionato italiano.

Partiamo dalla difesa: La giovane età dei calciatori non incide sulla prestazione, i tre centrali si dimostrano all'altezza della situazione, non soffrendo il livello degli attaccanti avversari, peccano però di inesperienza sul secondo gol di Ronaldo dimenticandosi completamente della marcatura e costringendo Bruno Peres a trovarsi in una situazione in cui non sarebbe dovuto essere. Questo dimostra quanto serva un centrale di espierenza del calibro di Smalling.

Il centrocampo si dimostra più funzionante di quanto ci si aspettava, Santon è uno di quei giocatori che non ti da niente in più, ma sicuramente neanche ti toglie nulla, fa la sua partita senza troppi guizzi, ma anche senza commettere errori. La necessità di portare un giocatore di livello superiore per la corsia di destra è evidente, Karsdorp, Santon e Peres non danno ancora garanzie.
Veretout è il migliore in campo, si conferma un un elemento imprescindibile, recupera palloni, imposta, si inserisce e segna, mette in mostra completezza e carattere da leader.
Pellegrini in mezzo al campo appare migliore rispetto a quando gioca più avanzato, dimostra di saper recuperare anche qualche pallone oltre ad essere molto preciso nella costruzione del gioco, in quella posizione non gli si richiedono i gol che invece avrebbe dovuto garantire da trequartista, ma che forse non ha nelle sue corde, questo potrebbe aiutarlo nella tanto attesa consacrazione, che si spera quest'anno arrivi, magari proprio nella nuova posizione in campo. 
Spinazzola è stato meno incisivo rispetto alla gara di Verona, ma anche stavolta sforna comunque una prestazione di livello.

Passiamo alla trequarti, con Mkhitaryan che ancora non sembra in piena forma, spreca tanto e spesso sbaglia le scelte, si divora un gol a tu per tu con Szczesny. Pedro brilla ancora, si vede chiaramente l'elevato livello del calciatore, ancora un po' di tempo per ambientarsi gli servirà, ma le sensazioni sono più che positive sul rendeminto che il calciatore potrà dare.

Poi Dzeko... Rispetto alla gara di Verona, la Roma è certamente in zona offensiva più pericolosa, tutti giocano meglio, in diverse occasioni smista palloni lanciando sempre occasioni pericolose, pecca ancora in zona gol. Urge un attaccante diverso come vice, un profilo che sia quello del rapinatore d'area, un 9 di razza, che in occasioni ingarbugliate possa metterti in rete qualche palla sporca, con maggiore cinica e freddezza.

Chiudiamo con Fonseca che tatticamente prepara la gara in maniera ineccepibile, dominando il gioco per gran parte della gara e soffrendo poco il gioco di un gigante del nostro calcio. Purtroppo ha però delle lacune sotto altri punti di vista, ad esempio cura poco l'aspetto mentale della squadra che sul 2-1 si limita a gestire senza più provare a chiudere i conti del match, mettendo a nudo una forte mancanza di carattere. L'altro elemento di critica è l'incapacità di leggere le partie a gara in corso, sbaglia i cambi e ne sfrutta ancora pochi, senza provare a ritornare in vantaggio dopo il pareggio avversario attraverso alcuni accorgimenti tattici.

Tanti problemi da risolvere è vero, ma NEMMENO È TUTTO NERO.

A cura di: Mattia Anconetani

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