Roma immatura

Roma immatura

Al Gewiss Stadium è Atalanta-Roma, big match valevole per la dodicesima giornata di campionato e che rappresenta per i giallorossi un banco di prova importante.
Pronti via e la Roma passa avanti a Bergamo dopo appena tre minuti. È il solito Mkhitaryan ad avviare l’azione e servire l’assist a Edin Dzeko che sigla la rete del vantaggio. Dopo solo cinque minuti la Roma va vicinissima al raddoppio. Bella comminazione in mezzo al campo con Dzeko che lancia Spinazzola in campo aperto, l’esterno giallorosso calcia in porta sfruttando l’uscita avventata di Gollini ma purtroppo colpisce la base del palo. La partita si mette subito nei binari giusti e allora i ragazzi di Fonseca si compattano mantenendo alta la concentrazione e tentando di sfruttare al meglio le combinazioni veloci in mezzo al campo. A questo punto, costretta dal risultato, la Dea cerca attraverso il possesso palla di scardinare la retroguardia capitolina. L’Atalanta aumenta la pressione e la Roma inizia a faticare a riversarsi in avanti. Al trentaquattresimo è decisivo Ibañez che si immola, in seguito ad un’azione ben costruita dai padroni di casa, sulla conclusione dal limite a botta sicura di Malinovskyi. La partita, giocata ad alta intensità da ambo le parti, inizia ad incattivirsi da qui e in poi. La sfida Ibañez-Malinovskyi si rinnova al quarantaduesimo quando il centrale giallorosso si allunga stoppando la conclusione dell’ucraino in piena area di rigore. Nel primo minuto di recupero si fa rivedere la Roma e su un calcio di punizione conquistato da DzekoPellegrini impensierisce Gollini con un tiro potente sul palo del portiere.
Termina il primo tempo che vede i capitolini in vantaggio i quali non possono certamente sedersi sugli allori perché le insidie rimango dietro l’angolo, soprattutto considerando il valore dell’avversario.
Nella seconda frazione di gioco l’Atalanta riprende da dove ha cominciato e sfiora il pareggio col suo uomo più pericoloso: Ruslan Malinovskyi. I giallorossi ringraziano il centrocampista orobico che non centra la porta con un tiro al volo da dentro l’area. Al cinquantaquattresimo ripartenza magistrale della Roma che termina con la staffilata di Veretout dal limite. Strepitosa la risposta di Gollini che nega la gioia del gol al francese. Cinque minuti dopo arriva il pareggio dei bergamaschi. Su assist di Ilicic, Zapata spacca la porta con un siluro sotto la traversa. È 1-1 a Bergamo. Sulle ali dell’entusiasmo gli orobici schiacciano sul pedale dell’acceleratore. I giallorossi, invece, iniziano a subire e non poco la pressione degli avversari stringendo i denti nella speranza di uscire da questa fase di partita. Speranza del tutto vana in quanto gli uomini di Gasperini trovano il vantaggio grazie alla zuccata vincente dell’esterno goleador Gosens, su cross di Ilicic. Crolla definitivamente la squadra giallorossa che subisce il 3-1 per mano di Luis Muriel bravo a capitalizzare al meglio l’errore di Veretout. Sempre peggio la compagine capitolina, ormai totalmente sulle gambe, che rischia di andare sotto di 3 gol. Ibañez salva di testa il punteggio sulla linea di porta sul pallonetto di Freuler. Il gol è solo rimandato perché a cinque minuti dalla fine Josip Ilicic con una serpentina ubriacante esprime tutta la sua classe e chiude i conti al Gewiss stadium.
Il gol all’avvio ha illuso i giallorossi che minuto dopo minuto hanno subito sempre di più i bergamaschi i quali con pazienza hanno portato a casa il risultato. La Roma prende un altro schiaffo dopo quello di Napoli a dimostrazione che questo gruppo ha delle buone basi da cui partire ma allo stesso tempo è ancora lontano dall’essere una squadra top. In più questa prova risolleva il dubbio sul fatto che la partita contro i partenopei fosse un caso isolato come invece ci eravamo convinti. Tuttavia, per onestà intellettuale, bisogna dire che la Roma dalla sua ha l’attentante di aver giocato solo giovedì sera a differenza degli avversari che hanno affrontato la Juve mercoledì alle 18. Nonostante l’amarezza che ci porteremo via da questa partita bisogna imparare dagli errori e soprattutto resettare la mente per affrontare al meglio l’ultima partita del 2020.


A cura di: Darvin Shehu

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