Roma-CSKA Sofia, quanto talento sprecato

Roma-CSKA Sofia, quanto talento sprecato

La Roma mette in campo tutto il suo talento, ma purtropo resta inespresso e per lo più inconcludente.

Tante occasioni cereate e non finalizzate, tanto fumo e niente arrosto.
I giallorossi sprecano l'opportunità di ipotecare già da subito il passaggio del turno, le riserve faticano ad esplodere, non sembrano affatto all'altezza dei soliti protagonisti, tanti giovani strapieni di talento, che ieri sera è stato solo talento sprecato.

Iniziamo da dietro, dalla difesa, in cui Kumbulla viene opacizzato dall'esperienza assoluta di Fazio e Smalling, mostrando ancora tanto talento ma altrettanta immaturità, specialmente in campo europeo.
Villar è forse il migliore dei giovani, prende consapevolezza in mezzo al campo e manovra egragiamente la costruzioe del gioco, tirando fuori dal cilindro anche qualche colpo di ottima fattura, ma purtroppo ancora non basta per essere una risverva all'altezza di chi lo precede nelle gerarchie.
Cares Perez è impreciso e sottotono, forse troppo frettoloso, commette tanti errori, calcia spesso frettolosamente senza ragionare, e si intestardisce nel dribbling perdendo tanti palloni.
Mayoral è inguardabile, ancora lontano dai tatticismi di squadra, completamente smarrito in mezzo al campo, sbaglia tutti i movimenti, e trasforma ogni pallone toccato in palle perse, non occupa l'area e fatica a dialogare con i compagni, il talento c'è, ma più sprecato di così non si può, c'è tanto da migliorare.

Sembra quasi una maledizione quella del vice Dzeko, chiunque è arrivato è caduto nell'ombra del bosniaco, non riuscendo ad esprimersi, da Defrel a Schick, passando per Kainic e arrivando fino a Mayoral.
Fonseca avrà tanto lavoro da fare sul ragazzo, più di quanto ne serva per gli altri, l'importante è che questo lavoro sia fatto, perchè l'esplosione e la piena integrazione nel gruppo di questi ragazzi, potrebbe fare la differenza in questa stagione, allungando notevolmente la rosa con elementi più pronti, capaci di non far rimpiangere i compagni incappati nella necessità del turnover, e questo è fondamentale per tornare competitivi, per risalire posizioni in campionato, e per farsi trovare pronti nell'affrontare tre competizioni di livello assoluto.


A cura di: Mattia Anconetani

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