L'avversario-La Juventus di Maurizio Sarri

L'avversario-La Juventus di Maurizio Sarri

Sarri dopo un'intera stagione ancora non è riuscitoa traformare la Juventus nella sua creatura. Il calcio spumeggiante e bello da vedere che ha contraddistinto il tecnico, fatica ad entrare nel DNA dei bianconeri, che pur non essendo esteticamente affascinanti riescono a portare a casa i risultati, infatti per il nono anno consecutivo hanno conquistato il titolo, proclamandosi ancora campioni d'Italia.
La Juve basa il suo gioco su un possesso palla insistente, elaborando una complessa rete di passaggi in spazi strettissimi, con grande velocità d'esecuzione, questo impedisce agli avversari di andare ad affondare il pressing.
Le bocciature di Bernardeschi e Duglas Costa e l'assenza in rosa di mezzali dinamiche, ha costretto Maurizio Sarri a perdere l'ampiezza del suo gioco, concentrando nella zona centrale del campo il fraseggio che deve portare al gol. Non a caso è la squadra con il miglior possesso palla e la miglior riuscita dei passaggi nel campionato italiano, su tutti Pjanic che è l'uomo del "Sarriball", metronomo di centrocampo addetto ad orchestrare la costruzione della manavora. Questo insistente possesso palla gli consente inoltre di perdere pochissimi palloni.
Ma la Juventus ha anche dei punti deboli, quest'anno particolarmente ha dimostrato di non essere proprio una corazzata impenetrabile. Il calcio di Sarri è, seppur tatticamente eccelso, rischioso, le corsie esterne sono spesso sguarnite, per questo nella gara di andata Pellegrini svariava da destra a sinistra cercando spazio per la giocata, questa potrebbe essere la chiave per sbloccare la partita.
Soffrono anche avversari capaci di palleggiare con qualità come la Roma, abituati a gestire il possesso, vanno in difficoltà quando subiscono quello avversario, e se aumenta di ritmo può aprire gli spazi giusti nella difesa bianconera, trafiggendola con la sua stessa arma.

A cura di: Mattia Anconetani 

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