L'analisi dell'avversario - Il Genoa di Rolando Maran

L'analisi dell'avversario - Il Genoa di Rolando Maran

Dal 3-5-2 al 4-3-2-1, dopo un periodo di adattamento ad una squadra abituata a giocare a tre, nelle ultime gare, Rolando Maran sta portando il Genoa al suo tanto caro sistema di gioco il cosiddetto "albero di natale" scelta dovuta forse anche alla situazione di emergenza venutasi a creare a causa delle assenze dovute al Covid e agli infortuni.



In entrambe le fasi di gioco il Genoa si mantiene sempre molto corta, tra l'attacco e la difesa non si oltrepassano mai i 40 metri di distanza, allo stesso tempo sfrutta al massimo tutta l'ampiezza del campo grazie ad un lavoro dispendioso degli esterni.


In fase di possesso i liguri costruiscono la manovra con Zapata e Goldaniga, ma anche con Criscito, poichè il capitano rossoblù spinge meno rispetto al collega Luca Pellegrini, questo gli consente di partecipare di più alla costruzione dal basso, così come quando gioca da terzo di difesa. Badelj è un altro elemento fondamentale nella costruzione della manovra, è lui il faro del Genoa che si abbassa per ricevere palla ed impostare. Questi quattro elementi formano un rombo, con Zapata vertice basso, Goldaniga e Criscito ai lati e appunto Badelj a fare il vertice alto, mentre il terzino, nel caso della difesa a 4, si alza oltre la linea di centrocampo. Così facendo il Genoa riesce ad uscire facilmente palla al piede sfruttando la superiorità numerica rispetto agli attaccanti avversari.
Zajc e Behrami si muovono di continuo per dettare il passaggio, una volta che la palla è giunta tra i loro piedi, il Genoa tende ad aprire il gioco sulle corsie laterali, dove troverà Pellegrini e Zappacosta, ma vista la loro assenza, nella gara contro la Roma si tratterà di Ghiglione e Criscito con Pellegrini che potrebbe subentrare. Il compito degli esterni è fondamentalmente quello di portare avanti palla, con Zajc e Pjaca oppure Pandev che si occupano di svariare sul fronte offensivo per ricevere palla e inventare le giocate giuste alla ricerca della punta, nelle ultime apparizioni Scamacca sta facendo molto bene in questa posizione e probabilmente si è meritato una conferma per un posto da titolare anche contro la Roma.
Il Genoa però basa molto il suo gioco sugli esterni e molto difficilmente rifinisce l'azione per vie centrali, ma il più spesso delle volte, conclude la manovra attraverso i cross dalle fasce con Behrami, Zajc, Pjaca o Pandev e Scamacca che vanno a fare densità al centro dell'area.




In fase di non possesso invece il Genoa tende a concentrare un forte pressing nella zona del pallone, con grande densità di uomini, gli attaccanti, i trequartisti e le mezze ali a seconda del modulo utilizzato effettuano questo tipo di lavoro, mentre gli esterni stringono centralmente e si riabbassano velocemente sulla linea della difesa, lasciando tanto spazio sulle corsie laterali, difatti il Genoa soffre molto i repentini cambi di gioco.
La linea difensiva lavora prettamente a zona, e tendenzialmente è abituata ad arretrare velocemente, anche quando la palla è coperta dalla linea dei centrocampisti che spesso faticano a chiudere bene le linee di passaggio. Le mezzali abitualmente escono in pressione sul portatore di palla nella zona di competenza, lasciando però così in inferiorità numerica gli esterni nel caso in cui vengano superati, questo sta creando grosse difficoltà al Genoa, che in queste situazioni va spesso in sofferenza contro squadre che sanno ben gestire la manovra palla al piede specialmente in spazi stretti.


A cura di: Mattia Anconetani
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