L'analisi dell'avversario-Il Benevento di Pippo Inzaghi

L'analisi dell'avversario-Il Benevento di Pippo Inzaghi

Benevento-Roma, domenica 21 febbraio ore 20:45

Probabile formazione Benevento:

4-3-2-1

Montipò; Depaoli, Glik, Caldirola, Barba; Ionita, Schiattarella, Viola; Iago Falque, Caprari; Lapadula 

Dopo la meravigliosa cavalcata dello scorso anno, nel campionato di Serie B, i campani si stanno confermando una realtà in grado di sussistere anche nella massima serie. Nella prossima gara saranno impegnati nel posticipo che li vedrà affrontare la Roma.

Pippo Inzaghi a differenza dello scorso anno schiera i suoi in un 4-3-2-1, ma l'intenzione è la stessa, nonostante il differente livello dei due campionati, il Benevento ha il coraggio di giocare palla a terra, costruendo anche l'azione dal basso quando è possibile.
I due centrali di difesa, Glik e Caldirola, girano il pallone assieme al centrocampista centrale, Schiattarella, alla ricerca dell'ampiezza data dagli esterni (Depaoli che sopperisce all'assenza per infortunio di Letizia, e Barba che occupa la corsia di sinistra), i due giocano molto larghi e alti, praticamente sulla linea di centrocampo.
Una volta che il pallone è giunto sui piedi del terzino, il trequartista (Iago Falque se l'azione si sviluppa a destra, Caprari se si sviluppa a sinistra) attacca la profondità affiancandosi alla punta, mentre la mezzala (Ionita a destra, Viola a sinistra) fingono di andare incontro al terzino che porta palla e poi improvvisamente scattano per andare ad occupare il posto sulla trequarti lasciato libero da chi attacca la profondità.
A questo punto le mezze ali vengono messe nella condizione di ricevere palla e rifinire per gli inserimenti dei trequartisti o per la punta.
Nel caso in cui invece l'avversario faccia un pressing alto, impedendo ai difensori di impostare, si tenta il lancio alla ricerca del terzetto offensivo che è molto rapido e può essere pungente contro difese lente.
Durante la manovra offensiva il Benevento attacca con quasi tutta la squadra, lasciando dietro solamente i centrali di difesa e Schiattarella sulla linea di centrocampo.

In fase di non possesso invece, gli uomini di Inzaghi cercano sempre compatezza, al fine di chiudere ogni spazio agli avversari, la squadra è sempre molto corta e lascia inizialmente libertà all'impostazione avversaria, nel corso della gara il pressing solitamente è un crescendo e diventa sempre più intenso, fino a costringere gli avversari al lancio lungo, o comunque creandogli grosse difficoltà nell'uscita palla al piede.
In questa fase di gioco si spinge l'avversario ad allargare sull'esterno, i terzini salgono alti a pressare i colleghi aggersari sulla fascia, i trequarstisti invece si occupano di mettere in difficoltà il centrocampista addetto all'impostazione e raddoppiando la marcatura sull'esterno che porta palla.
Il centrale di centrocampo si aggiunge ai difensori centrali, formando un blocco compatto di copertura.
Le mezze ali invece effettuano il pressing in maniera alternata, se uno si alza, l'altro si occupa di coprire le linee di passaggio.
Una volta riconquistata palla il Benevento ribalta l'azione rapidamente, sviluppando sempre il gioco sulle fasce o cercando il lancio lungo per gli attaccanti al fine di sfruttare la velolicità di Caprari e Iago Falque e le qualità realizzative di Lapadula.

A cura di: Mattia Anconetani

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