La sassata di Francesco Totti

La sassata di Francesco Totti

In attesa di scoprire quale sarà il verdetto che emetterà lo Stadio Olimpico domenica sera, vorremmo tornare indietro nel tempo per raccontarvi la gara del 16 Febbraio 2013.
A Roma scendono in campo due squadre che stanno vivendo delle situazioni diametralmente opposte. I padroni di casa attraversano uno dei periodi più bassi della storia moderna della Roma, ottavi in classifica con Aurelio Andreazzoli appena subentrato all'esonerato Zeman dopo lo scempio di Genova, indimenticabile alla memoria dei romanisti per via del rigore rubato al capitano e sbagliato da parte di Osvaldo(Osbajo). I bianconeri sono reduci dalla vittoria del primo scudetto di Antonio Conte e corrono anche quest'anno in cima alla classifica per aggiudicarsi il secondo tricolore consecutivo.
Il nuovo mister decide di schierare un 3-4-3 che prevede Stekelemburg in porta, Piris, scarface Burdisso e Marquinhos in difesa. Sulle fasce agiscono Torosidis a destra e Marquinho a sinistra, mentre il centrocampo è controllato da DDR e Pjanic. In attacco ai lati di Osvaldo agiscono el coco Lamela e Francesco Totti.
La Juve non può che scendere in campo con il consueto 3-5-2 di Conte. Buffon tra i pali, Barzagli, Bonucci e Caceres in difesa. La corsia di destra è occupata da Lichtsteiner e quella di sinistra da Asamoah. A centrocampo agiscono Pirlo in regia con Pogba e Vidal a fare le mezzali. La coppia d'attacco è costituita dall'ex Vucinic e Matri.
Sotto gli occhi di circa 55 mila spettatori va in scena sul prato verde dell'Olimpico un match che per nulla rispetta il pronostico che dava gli ospiti favoriti. La Roma di quella sera è una squadra completamente rivitalizzata: forte e audace. Tutti i calciatori lottano su ogni pallone come fosse l'ultima cosa che faranno nella vita, è una Roma grintosa e piena di personalità che mai si era vista lungo le 24 precedenti giornate. I giallorossi affrontano senza timore una Juventus che ormai da tempo appare invincibile e l'atteggiamento dei capitolini rende la partita non di certo spettacolare ma sicuramente avvincente. E' la Roma a fare la partita, a rendersi pericolosa, a rispondere colpo su colpo ai bianconeri che ruggiscono ma non mordono, che non riescono mai ad affondare il colpo. 
Tutta questa voglia di rivincita e di riscatto che caratterizza i giallorossi non può che esplodere al cinquantottesimo dall'uomo che li rappresenta più di tutti, dal loro capitano Francesco Totti che raccoglie la respinta di una punizione calciata malissimo da uno specialista come Pjanic, catalizzando tutta la rabbia che ha in corpo e che alberga nei cuori dei tifosi giallorossi nel suo piede destro che colpisce la sfera scaraventandola a 113 km/h sotto al sette. Preso dall'euforia e dall'adrenalina Totti corre verso la Sud, assalito dai compagni di squadra, davanti al tripudio dei romanisti che gridano a squarciagola per festeggiare un gol speciale, un gol denso di significato.
La partita si concluderà sul risultato di 1-0, risultato che nel corso del campionato non sarà utile ai fini della classifica ma che comunque ci regala un ricordo indelebile nella nostra memoria. 
Un match che non valse un campionato, e nemmeno una coppa ma che comunque rimarrà per sempre nei nostri cuori e ancora oggi alla sola memoria di quella gara riaffiora l'esplosione di sentimenti che ci fanno sognare e che ci rendono orgogliosi di amare questi colori perchè sono emozioni che solo chi ama questa maglia può provare.


A cura di: Darvin Shehu

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