La fine di un'era

La fine di un'era

Senza alcun dubbio stamattina, al risveglio, ogni tifoso romanista avrà tirato un sospiro di sollievo alla lettura della notizia, arrivata nella notte, che annuncia il cambio di proprietà dell' A.S.Roma. Colui che ha detenuto il pacchetto di maggioranza per ben nove anni ha venduto la sua parte per ben 591 milioni al magnate texano Dan Friedkin. Nove anni di presidenza che terminano con la gioia dei tifosi che con l'ormai ex presidente Pallotta non sono davvero mai andati d'accordo.
E allora ci si chiede perchè tanto astio tra la tifoseria e la persona che detiene la proprietà del club?
La risposta è semplice: i romanisti sono gente di cuore, sono persone passionali che amano alla follia la propria squadra e la maglia che i propri beniamini indossano diffondendo la grandezza e la storia di Roma in Italia e nel mondo. Ecco, se Jim avesse sposato a pieno la Roma avrebbe agito da tifoso, con il cuore in mano e non da freddo businessman. Allora James prima di comprare ci avrebbe dovuto pensare bene, perchè una squadra di calcio non è come una qualsiasi società o azienda, perchè quando compri la Roma compri anche la passione e la speranza di milioni di persone che fremono e scalpitano ogni qual volta sul rettangolo verde ci sono undici ragazzi che indossano la maglia giallorossa.
Pallotta e i suoi soci va dato atto di aver fatto crescere il club dal punto di vista del brand e della sua riconoscibilità nel mondo. Il problema è che si è fermato lì dimenticandosi, appunto, di essere il presidente di una società di calcio e che nel mondo del 'soccer', come lo chiamano dalle sue parti, vige la una sola legge: quella delle vittorie, dei trofei, dei risultati sportivi. Ecco perchè allora rimaniamo delusi, perchè l'ex presidente non ha mai pensato al bene della squadra Roma ma solo al bene dell' azienda Roma. In questi nove anni oltre ad aver centrato varie qualificazioni in Champions, nulla di più se non quella notte magica dell'Aprile di due anni fa.
Ma quello che ci ha ferito di più non sono neanche tanto i risultati sportivi che, purtroppo, potrebbero anche non arrivare ma piuttosto l'aver visto la Roma maltrattata, strapazzata e ridotta uno straccio. In questi anni abbiamo assistito ad un'instabilità continua sia in società con i tantissimi cambiamenti e sia nell'organico della rosa che è stato rivoluzionato ogni anno. E allora quando il presidente è negli Stati Uniti e non dice una parola se non attraverso twitter e ogni anno i dirigenti si dimettono o vengono licenziati e quel giocatore a cui tanto ti eri affezionato, che ti faceva brillare gli occhi quando lo vedevi in campo, viene venduto a fine stagione; è ovvio che noi che la Roma la amiamo ci sentiamo traditi.
Il tempo di Pallotta è finito ed è arrivato invece il tempo di Friedkin a cui, per carità, non chiediamo di certo di vivere questi colori con la nostra stessa passione, ma ci basterebbe che si dimostri ambizioso e che abbia la voglia di dimostrare a tutti di essere il numero uno, perchè se lui lo sarà lo saremo anche noi con lui. 
Al nuovo presidente gli auguriamo di portare in alto il nome di Roma, magari già da subito, questa sera;anzi sarebbe ancora più bello che il destino giocasse uno strano scherzo al presidente che fu, conducendoci alla vittoria dell'Europa League.


Articolo a cura di: Darvin Shehu

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